Leo Torri © 2016

MILANO TIENE VIVA LA MEMORIA


La memoria ha bisogno di una casa e a Milano ce l’ha!

Nel quartiere Isola, tra i grattacieli di Porta Nuova, c’è la Casa della Memoria, un luogo voluto dal Comune di Milano per raccogliere materiali, documenti e dare una sede stabile alle associazioni che si occupano di tenere viva la memoria di eventi e stragi che hanno segnato la storia del dopoguerra fino alla fine del secolo scorso.

Il progetto architettonico dello studio Baukuh è semplice, ma d’impatto; già dall’esterno si è colpiti dalla particolarità dell’edificio: i mattoni rossi del rivestimento formano immagini di volti e luoghi che sono testimonianze di eventi drammatici. All’interno il cemento a vista e la grande scala elicoidale gialla danno un senso di imponenza e sacralità a questo luogo.

Mai come ora, è importante non dimenticare per costruire una società più giusta.

Nelle foto la mostra “Lapidarium” di Paolo Pandullo che si è tenuta dal 5 luglio al 5 agosto 2018. L’autore ha fotografato le lapidi e i monumenti di chi, negli anni tra il 1960 e il 1993, ha perso la vita vittima di una strage.

Qui per vedere altre mie immagini di architettura.

Memory needs a house and Milan has got it!

In Isola district, among Porta Nuova skyscrapers, there is Casa della Memoria, a place the city of Milan strongly  wanted to collect materials and documents and offer a permanent site to associations which keep alive the memory of events and massacres which characterized post war period until the end of last century.

The architecture project by Baukuh studio is simple, but powerful; the outside deeply affect with its characteristic: the red bricks of the coating create pictures of faces and places of dramatic events. In the inside of the the concrete and the big helical yellow stairs give a sense of stately and sacredness. 

Especially now, to built a better society, it’s important not to forget.

In the photos “Lapidarium” exhibition by Paolo Pandullo, from 5 July to 5 August 2018. The author took photos of gravestones and monuments of who, from the 1960 and 1993, died as victims of massacres. 

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